giovedì 13 luglio 2017

Un tè tra amiche

         Una lettera d'amore che arriva dal passato


                              Quando d'amore si parlava così








ho qui una serie di lettere, ingiallite dal tempo, che la nonna materna aveva custodito. Tra le tante lettere che hanno vinto l'usura del tempo ce n'è una in particolare. Siamo intorno al 1916. E' una lettera d'amore, scritta alla nonna giovinetta, da un ufficiale del 70 Battaglione, primo Reggimento di stanza ad Arezzo, con la quale c'era evidentemente stato un casuale incontro qualche giorno prima. Frasi romantiche e piene di sentimento , di quel sentimento pulito e vero, come adesso non se ne incontrano più. Una storia lontana, che parla di un amore puro.

Commossa ed emozionata la leggo, inserendomi in quella piccola intimità che non mi appartiene.


Recita così:

" Gentile Signorina, mi perdoni se le scrivo, lo creda non ne posso fare il di meno. Da otto giorni il mio animo non ha pace, i suoi occhioni neri attraenti, affascinanti, mi fissano e m'infonde nel cuore una fervida fiamma la quale mi rende beato nella arcana visione di questo sogno.

Si, signorina la sua bella e sublime immagine l'ho sempre dinanzi allo sguardo e, mentre vergo questa mia sento corrermi dei lunghi fremiti per le ossa.

Le sembrerà strano, stranissimo questo mio fare. Lei si domanderà il come ho fatto ad innamorarmene in una giornata, eppure signorina deliziosa è cosi. Dal quel momento, ch'ebbi la fortuna di fissarla negli occhi per la prima volta, cantarono in me le voci dell'amore e l'anima ne gioi come all'incontro dell'anima gemella.


Non s'accorse di nulla quel giorno?

Non vide i miei occhi che versano tutto il fuoco della mia simpatia dei miei pensieri per Lei, donna soave ed angelica; e quel giorno guardandola profondamente io parlai con la parola delle pupille ai suoi occhi che, se non sbaglio lampeggiavano anch'essi.

Gli occhi dicono sempre tutto ed i nostri occhi si son già compresi, vero Signorina?

Me lo scriva, mi tolga da queste terribili pene. Mi perdoni se in due parole le dico che son rimasto attratto, avvinto dal suo fascino.

La mia posizione gliela prospettai a M. S. Savino e cioè attualmente ufficiale, ma che spero presto lasciare la divisa e che nel settembre p.v. dovrò dare due esami per conseguire la licenza in agrimensura che per la benedetta guerra non potei aver prima.

Se vuole assumere in formazioni minuziose sul mio conto e sulla mia famiglia che gode di larga stima nella mia città le rimetto l'indirizzo di casa.

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxCatanzaro

Appena avuta la sua risposta chiederò un permesso per venire ad esprimerle col vivo della voce ciò che la sua distinta persona ha lasciato nel mio cuore. Non mi dilungo di più, oramai mi avrà compromesso e, spero anche Lei senta della forte simpatia per me.

Nel profumo dei pensieri innamorati umilmente chiedo che sia accolto questo messaggio d'affetto. Nell'attesa febbrile ed ansiosa le stringo caldamente la mano e mi creda per la vita.

Devoto suo 

"Vittorio"



www.bellasenzatempo.it
                                                                                           

Non so se la nonna rispose mai a quella lettera

SO SOLO CHE FU UN AMORE NON CORRISPOSTO ; LEI POCO DOPO SPOSO' IL MIO NONNO...ED APPENA 26ENNE MORI' DI PARTO DANDO ALLA LUCE DUE FIGLIE, TRA CUI LA MIA MAMMA, E LASCIANDONE UNA DI APPENA UN ANNO. DI SICURO PERO', CONSERVO' QUESTA LETTERA...FORSE PERCHE' LO SGUARDO DI QUEL RAGAZZO, NON LE ERA STATO INDIFFERENTE. E CHISSA' COME SAREBBE FINITA, COME SAREBBE STATA LA SUA VITA, E QUINDI LA MIA, SE INVECE AVESSE PRESO CARTA E PENNA E AVESSE SCRITTO COSI'.



" GENTILE VITTORIO, ANCH'IO, COME LEI....."

CHIARA FOI......




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UNTETRAAMICHE_ANGOLOROSA@OUTLOOK.IT 



UN SALUTO .....


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